Lo struzzo

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Fra le mandrie di zebre e di gnu che pascolano nel Serengeti, accanto ai greggi di alcelafi del parco di Nairobi si può osservare lo struzzo (Struthio camelus) che condivide gli stessi ambienti di questi e altre antilopi. Oggi lo struzzo è presente in tutti i parchi dell'Africa orientale. Anni addietro lo struzzo viveva in quasi tutte le savane e steppe e persino nei deserti del Continente Nero. L'adattamento di questi animali, giganteschi Uccelli, alla vita delle pianure è perfetto. Il formidabile apparato digerente dello struzzo permette di utilizzare al massimo il cibo della sua dieta onnivora, che va dalle piante più dure, che strappa dalla radice e inghiotte intere, agli Insetti, ai Rettili, ai Roditori. L'alta statura dello struzzo - nello struzzo maschio adulto raggiunge i due metri e settanta cinque - fa di questi Uccelli delle viventi vedette che costantemente sorvegliano il paesaggio circostante con i grandi occhi scuri, protetti dalla polvere da fitte ciglia alle palpebre superiori. I vigorosi arti posteriori spingono lo struzzo alla velocità di sessantacinque chilometri orari, per grandissime distanze. Gli arti poggiano a terra solo con due dita, delle quali l'interno, provvisto di un'unghia piatta e maggiormente sviluppato è l'unico funzionale durante la corsa. Lo struzzo fa parte di quegli animali in grado di procurarsi cibo sufficiente nelle steppe e nelle savane, di scoprire i predatori animali a grande distanza e di fuggire con corsa veloce e prolungata. Lo struzzo si trova in perfette condizioni per sopravvivere nell'ambiente nel quale i predatori animali sono forse più numerosi che altrove e dove quindi l'evoluzione ha agito con più grande efficacia selettiva. Lo struzzo è un Uccello che occupa la stessa nicchia ecologica di un buon numero di Ungulati. Infatti trova buona parte del cibo nelle erbe, graminacee e leguminose; lo struzzo è soggetto alla pressione degli stessi carnivori e se ne difende in modo analogo. Addirittura con le antilopi, lo struzzo forma associazioni di difesa nelle quali la vista dello struzzo, l'olfatto e l'udito dei Ruminanti si combinano in un efficacissimo sistema d'allarme. Le ali dello struzzo, assolutamente inadatte al volo, sono usate per farsi aria e scacciare le mosche, come fanno gli Ungulati con la coda. Lo sterno, privo della tipica carenatura degli Uccelli che volano, è uno scudo piatto che difende lo struzzo dal calore della sabbia quando si accuccia a terra, e dai calci che riceve nel corso dei combattimenti prenuziali.